Gli intellettuali italiani tra le frequenze svizzere

Per la raffinata e prestigiosa casa editrice Casagrande di Bellinzona uscito un saggio da analizzare ed amare di Nelly Valsangiacomo, docente all’ Universit di Losanna e saggista, “Dietro al microfono.

Gi Alberto Arbasino aveva parlato de La gita a Chiasso, ma quello era un vivace e irriverente j’accuse scagliato contro il moncler saldi torpore provinciale dei moncler bambino saldi letterati moncler uomo italiani “tra le due guerre”, ben esemplifica (con immancabile stile flamboyant) l’ atteggiamento di chi, all’inizio del decennio (1963), volge lo sguardo al passato e, prima di voltar moncler outlet trebaseleghe pagina, tira le somme di una stagione ormai conclusa. Limmagine icastica della “gita” una rapida fuga dal “ducato in fiamme” diventa cos un criterio di scelta, adombra un paradigma di valore che consente di prendere le distanze e, al contempo, di salvare il salvabile. In ballo c’ una distinzione fondamentale: piumini moncler da un lato i letterati che “lavorava[no] utilmente in vista del futuro”, dall’ altro “Il gruppetto [che] negli anni moncler bambino outlet Trenta invece di studiarsi qualche grammatica straniera e di fare qualche gita a Chiasso a comprarsi un po’ di libri importanti (tradotti e discussi da noi solo adesso, ma gi pubblicati e ben noti fin d’allora) ha buttato via i trent’anni migliori della vita umana lamentandosi a vuoto e perdendo del tempo a inventare la ruota o a scoprire il piano inclinato mentre altrove gi si marciava in treno e in dirigibile.”.

Ma qui andiamo in profondit, qual stato il ruolo degli intellettuali italiani nella storia della cultura radiofonica svizzera? E quali immagini della Svizzera e dell’Italia sono state veicolate tra il 1930 e il 1980?

Fin dai suoi piumini moncler uomo esordi negli anni Trenta, la Radio svizzera di lingua italiana, emittente nazionale di servizio moncler outlet serravalle pubblico rivolta a una minoranza linguistica, attinse a risorse intellettuali esterne alle proprie frontiere politiche, caratteristica che contribu a definirne il profilo. Durante il ventennio fascista, ad esempio, gli intellettuali italiani poterono esprimersi ai microfoni di questa radio con una libert che in Patria non si sarebbero concessi: memorabile in tal senso il discorso di Benedetto Croce del 1936. moncler donna Interessante la presenza di Indro Montanelli e sul suo soggiorno in Svizzera, dall’agosto moncler saldi outlet ’44 al maggio ’45. Le vicende del Montanelli “elvetico”, sono un’abbondanza incredibile di dettagli inediti. Ma non solo la sua storia con il Ticino piumini moncler saldi anche quella di altri giornalisti, scrittori, storici, artisti e rifugiati politici. Sullo sfondo, una suggestiva Svizzera, terra d’Asilo, ma anche crocevia dei servizi segreti di mezzo mondo. Montanelli approda nel Canton Ticino il 14 agosto ’44, varcando il confine nel Varesotto con altre quattro persone, in pieno giorno. Era convinto, in cuor suo, di riuscire a rifarsi una verginit antifascista. In effetti, qualche titolo poteva vantarlo: la frequentazione di un paio d’oppositori liberali e alcuni articoli irriverenti, pubblicati sul “Corriere della Sera” dopo moncler saldi uomo il 25 luglio. L’8 settembre, ricercato, s’era dato alla macchia. In outlet moncler novembre, il suo nome era comparso in uno sfogo di Mussolini sul “Corriere” contro sei personaggi che piumini moncler outlet s’erano impegnati “a far dimenticare moncleroutlet-i il loro passato di scrittori e soprattutto di profittatori del fascismo”. A moncler outlet online uomo febbraio del ’44, era stato arrestato in una villa sul lago d’Orta, mentre cercava di prendere contatti con il comandante partigiano Filippo Beltrami. Quindi sei mesi di carcere, prima a Gallarate e poi a San Vittore, da cui era stato liberato il 1 agosto. Artefice dell’operazione, il “dottor Ugo”, alias Luca Ostria, un funzionario dell’Ovra, doppiogiochista dell’ultima ora per crearsi qualche credenziale con gli angloamericani. Sollecitato da amici e parenti di Indro, aveva convinto Theodor Saewecke, capo della Gestapo a Milano e responsabile di San Vittore, a includere il giornalista in un moncler outlet serravalle gruppetto di detenuti da scarcerare. Giunto in Ticino, Montanelli prende contatti con vari fuoriusciti italiani, tra cui Filippo Sacchi, suo ex collega al “Corriere”. Fu Guglielmo Canevascini, leader storico del socialismo ticinese (che agevoler il suo trasferimento a Davos, evitandogli il campo di lavoro) a Piero Scanziani, giornalista gi direttore del Fascista svizzero, che mesi dopo lo inviter nella sua casa di Berna. Da piumini moncler scontatissimi Riccardo Montanelli, un suo cugino medico rifugiato a Davos, moncler outlet online shop ad Aldo Patocchi, direttore del settimanale per famiglie L’illustrazione Ticinese, che pubblicher con lo pseudonimo di Calandrino una serie di articoli autobiografici, poi rifusi nel “romanzo” Qui non riposano (settembre 1945): una denuncia della retorica dell’antifascismo e quasi un manifesto ante litteram del qualunquismo. Onde feroci polemiche, che scaveranno un incolmabile fossato fra Montanelli e i fuoriusciti, contribuendo al suo antifascismo negli anni a venire.

Ma il saggio ricco di storie e aneddotiche legate alla radio. In seguito, quando le forme dell’intervista e del dibattito tenderanno a scalzare quella della conferenza radiofonica, saranno giornalisti e scrittori moncler outlet come Pier Paolo Pasolini o Eugenio Montale ad approfittare di quello spazio di confronto che la Svizzera italiana offriva loro.

Attraverso l’analisi delle fonti scritte e sonore, molte delle quali inedite, il saggio di Nelly Valsangiacomo ricostruisce un panorama radiofonico complesso e affascinante, animato dalle voci di alcuni tra i pi grandi intellettuali italiani, come Elio Vittorini, Maria Corti, Indro Montanelli e Dario Fo. Voci che ora possono essere riascoltate grazie a una pagina web creata a complemento del volume.